ATTACK

Progetto ATTACK – Antiracist Thought Through AntiCapitalist Knowledge

Premessa

Il progetto ATTACK nasce dalla necessità di affrontare direttamente il cavallo di battaglia del populismo italiano ed europeo in tema di immigrazione, e cioè che quest’ultima abbia contribuito in modo sostanziale alla crisi economica e alla perdita di posti di lavoro. Di fronte a una torta che pare restringersi ogni giorno di più, la risposta suggerita è quella più facile: diminuiamo il numero di chi partecipa alla spartizione, o almeno lasciamogli solo le briciole.

Che questo non sia vero lo dimostrano (tutti gli) studi e (tutte le) ricerche – ciononostante, tale narrazione si è diffusa al punto da essere ormai dominante e da rendere difficile l’attività quotidiana degli attivisti, stretti in un ambiente ogni giorno più ostile al loro lavoro e alle loro istanze.

Perché noi attivisti non siamo ancora riusciti a creare una risposta convincente a questa narrazione? I motivi sono molti, sicuramente – uno di questi, però, è che questa narrazione (“gli immigrati ci rubano il lavoro”, per essere semplici) tocca due ambiti diversi, quello dell’immigrazione e quello dell’impiego. I diritti di cittadinanza e i diritti del lavoro sono tradizionalmente campo d’azione di due tipi diversi di attivismo, quello antirazzista (prevalentemente in capo ad associazioni e ONG) e quello sindacale. Due tipi di soggetto molto diversi per storia, composizione e struttura: è possibile, ci chiediamo con ATTACK, che i due attivismi abbiano affrontato sinora il tema in modi diversi e che manchi quindi una risposta comune – e più efficace?

E, se così fosse, come invertire la tendenza? Come mettere strategie e metodi comunicativi diversi a confronto, portando a un maggiore scambio di competenze e pratiche fra le due realtà in modo da creare, a nostra volta, una nuova narrazione sui temi dell’immigrazione e del lavoro?

Obiettivi

L’obiettivo di lungo termine di ATTACK è quello di

  • contribuire alla costruzione di una nuova e positiva narrazione dei migranti e delle migrazioni nella società e nell’opinione pubblica italiana ed europea, in particolare affrontando le problematiche legate all’immigrazione (e del razzismo) in relazione al tema del lavoro.

Gli obiettivi specifici sono

  • realizzare un’analisi comparata dei metodi e degli strumenti comunicativi e narrativi attraverso i quali gli attivisti antirazzisti e gli operatori del mondo del lavoro (in particolare, i sindacati) trattano i temi dell’immigrazione e del razzismo, sottolineando differenze e punti di incontro;
  • contribuire allo scambio di buone pratiche sulla lotta al razzismo sul posto di lavoro fra attivisti e sindacalisti e al reciproco rafforzamento di entrambi fornendo nuovi strumenti, metodi e strategie comunicative e narrative.

Attività

1. Analisiraccolta delle pratiche con cui gli attivisti sindacali trattano i temi dell’immigrazione e del razzismo, sia al proprio interno (formazione interna) che con i propri iscritti (sia con materiali informativi che nei momenti di incontro con i delegati sul territorio).

2. Discussione – organizzazione di momenti di discussione fra attivisti antirazzisti e attivisti sindacali, incentrati sullo scambio di prospettive, esperienze e pratiche quotidiane relative ai punti di contatto dei temi del lavoro, dell’immigrazione e del razzismo.

3. Handbook – realizzazione di un handbook che raccolga i risultati di 1. e 2.

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