Su The Huffington Post un “Real-Life Muslim” parla ai manifestanti di Dresda e a Pegida.

In data 18 Gennaio 2015 su The Huffington Post viene pubblicata una lettera scritta da Rabah Kherbane, studente di legge auto-definitosi “a Real-Life Muslim (not the ones on TV)”.

Vittorio Nigrelli di Trepuntozero l’ha tradotta per noi. Per l’articolo originale, ecco il link .

La risposta di un musulmano ai 25.000 manifestanti anti-Islam in Germania.

Cari 25.000 manifestanti di Dresda e Pegida,

Ho sentito che avete manifestato in migliaia contro la mia religione. La scorsa settimana, e lo scorso mese. Avete manifestato contro immigrati, stranieri, e chiunque abbia una tonalità di pelle più scura. Non farò paragoni con la Germania nazista. Non vi chiamerò bigotti, non vi insulterò, non vi etichetterò. Però abbiamo un problema.

Avete manifestato con striscioni sostenendo che la vostra città è sovraffollata di musulmani. Eppure solo lo 0,1% degli abitanti di Dresda è musulmano. Avete manifestato sostenendo che gli immigrati stanno riempiendo le vostre scuole, costringendo i vostri bambini a viaggiare per chilometri per ricevere la propria istruzione. Eppure solo il 2,5% degli abitanti di Dresda sono nati all’estero.

Sostenete che la Germania sta venendo invasa dai musulmani. Eppure solo il 5% dei tedeschi è musulmano.

Avete manifestato contro l’Islamizzazione dell’Occidente. Eppure in un secolo con due guerre mondiali, il processo di decolonizzazione, un numero indefinito di scontri civili, gli interventi stranieri, la globalizzazione e l’ulteriore spostamento, i musulmani rimangono una piccola minoranza in Europa. Meno del 6%. Una colonizzazione un po’ ridicola, no?

Avete manifestato contro i rifugiati e richiedenti asilo, sostenendo che la Germania è il loro obbiettivo, a causa del welfare e della sicurezza sociale. Eppure, secondo UNHCR, ci sono 51.2 milioni di rifugiati nel mondo. La Germania ne ospita lo 0,01%. è troppo da chiedere? È questo dovere umanitario troppo grande per la Convenzione dei Rifugiati del 1951, che il vostro governo ha ratificato? O è davvero da considerare punitivo, per esempio mettendolo a confronto con il Libano, dove ogni quattro persone vi è un rifugiato siriano?

Non siete soli. Nel mio paese, la Gran Bretagna, abbiamo il nostro partito anti-immigrazione. L’Ukip ha vitno il proprio primo seggio a Clacton con nient’altro che la propria retorica anti-immigrati. Eppure solo 4,3% degli abitanti di Clacton sono nati all’estero. In un sistema parlamentare, dove ogni collegio elettorale elegge un rappresentante per dare voce alle opinioni, non c’è nulla che l’Ukip può fare per la popolazione di Clacton.

Potete vedere uno schema? Forse dovrei spiegarmi. Quelli del vostro genere tendono a diventare forti dove il loro problema non esiste davvero. Si tratta di una questione di percezione negativa? Di paura per ciò che non è familiare? Di intolleranza causata dall’ignoranza? Di trovare un capro espiatorio in un gruppo sociale più debole? Di disinformazione dei media?

Cercherò di elaborare il ragionamento. Londra ha il 36,2% di popolazione nata all’estero. Relativamente, questo vuol dire quindici volte di più della popolazione straniera di Dresda. Una varietà molto più grande. I voti dell’Ukip a Londra sono i più bassi rispetto al resto del paese. Tenendo conto di qualunque dato demografico, con o senza gli stranieri. Londra è una metropoli di gente scura, nera e bianca che lavora fianco a fianco. E prosperiamo. Ho visto un ateo oggi. E indovinate? Non ho cercato di convertirlo, né di decapitarlo per blasfemia; l’ho aiutato a uscire dal bus. Aveva 74 anni.

Questo ha senso?

Il vostro solo punto di vista sull’Islam proviene da una scatola nel vostro soggiorno. La conferma di pregiudizi e la dissonanza cognitiva infesta l’informazione a cui vi esponete. Informazione che disumanizza e polarizza chiunque sia diverso da voi.

Vi piace il ritratto dell’Islam offerto dai media di estrema destra. Vi fa sentire bene. Superiori. Migliori. Noi siamo i barbari musulmani, siamo quelli che non rispettano le donne, quelli che impongono il loro credo agli altri.

Eppure sapete che Turchia, Indonesia e Bangladesh, tutti stati a maggioranza musulmana, hanno eletto più donne capo di stato di quasi tutti i paesi occidentali? Sapete che il Corano dice esplicitamente “Non c’è obbligo nella religione” (2:256), e il Profeta ha chiarito “chiunque fa del male a un non-musulmano, non potrà nemmeno annusare il paradiso”?

Sapevate che la vostra distorta visione della mia religione aiuta i terroristi? Sapevate che voi e i terroristi siete d’accordo su quello che pare un punto fondamentale della vostra identità: che l’Islam è violento? Sapevate che utilizzate persino lo stesso metodo per affermarlo: prendere un verso fuori contesto e fuggire ogni discorso intellettuale?

In ogni caso, cosa sono per voi i musulmani? Arabi? Meno del 20% di noi sono arabi. Indiani o pakistani? Ancora, sono meno del 20%. Turchi? Meno del 5%. Null’altro? Non riuscite a identificare più della metà di noi. Supponete la nostra identità a partire dalla nostra razza. Non è terribile che una visione così ristretta del mondo sia accettata da un così grande numero di persone?

Cos’è un tedesco musulmano, mi chiedo? È risparmiato perché bianco? O viene dichiarato un traditore e respinto? È così difficile scegliere tra il razzismo e respingere un proprio concittadino? Non scegliete nessuno dei due. Scegliete l’istruzione, La tolleranza. La gentilezza.

Liberatevi dal circolo vizioso dei media di estrema destra (che non sono familiari con gli stranieri) che spiega al pubblico di estrema destra (che non è familiare con gli stranieri) cosa dovrebbe pensare degli stranieri.

Vi chiedo, avete mai incontrato un musulmano? “Incontrato” non vuol dire insultato o accoltellato dentro o fuori la sua casa. Vi siete mai seduti insieme a un musulmano? Parlato con un musulmano? Lavorato con un musulmano?

Dovreste. In un aeroporto, magari, dove veniamo perquisiti 42 volte di più, per ragioni di sicurezza.

Cordialmente,

un vero musulmano, non uno di quelli della TV.

Germany Far Right

(a destra: le manifestazioni a Dresda di Pegida)